La futura identità delle città 4.0 in epoca post Covid-19: torna l’uomo al centro del processo urbano

24 SETTEMBRE GIOVEDI’

9.00 – 13.30

La Città 4.0 non si è ancora vista. Essa potrà rivelarsi solo attraverso un vero processo di digitalizzazione dei servizi avendo come elemento propulsore lo smart working, che ridarà alla città l’umanità perduta e alle periferie un’identità dispersa. Si passerà da un modello urbano ed economico accentrato e verticale ad un modello diffuso e orizzontale, con un’economia che si distribuirà verso le periferie e i paesi “fuori porta”; con un abbattimento significativo degli inutili spostamenti quotidiani dalle periferie al centro e viceversa; e un inevitabile miglioramento delle condizioni ambientali e di vivibilità. Insomma, è possibile immaginare e progettare una città più smart, più green e più umana di quella che oggi viviamo.

Possibili scenari, linee di tendenza, opportunità, visioni, primi risultati di ricerche in corso ed in sviluppo.

Modera: Silvano Arcamone, Agenzia del Demanio   

Saluti Introduttivi: Antonio Agostini, Direttore Generale Agenzia del Demanio

Intervengono: 

Paola Nugnes, Senatrice, Membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)

Fabio Renzi, Segretario Generale Symbola 

Luca Bussolino, Strategy & Innovation, Carlo Ratti Associati

Stefano Boeri, Architetto, contributo video

L’intervento di riqualificazione dell’area ex Caserma Perotti di Bologna
Agenzia del Demanio, arch. Irene Ferroni, Archliving, e Niccolò Suraci, BTTstudio 

Mario Zambrini, coordinatore del GdL Città Sostenibili di GBC Italia 

Mario Mirabile, South Working – un’iniziativa di Global Shapers – Palermo Hub

Paola Ricciardi, Duff & Phelps

Conclusioni
Fabiana Dadone*, Ministro per la Pubblica Amministrazione 

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