Criteri Ambientali Minimi per l’Edilizia: specializzazione al restauro

23 SETTEMBRE MERCOLEDI’

14.30 – 16.30

I criteri ambientali minimi del Ministero dell’Ambiente per la progettazione e la realizzazione di interventi di manutenzione, ristrutturazione e nuova costruzione nel settore dei lavori pubblici sono attualmente in corso di revisione. La loro applicazione nei bandi di gara, in questi ultimi quattro anni, ha aiutato la pubblica amministrazione a realizzare edifici più sostenibili lungo il loro ciclo di vita ma ha anche inaugurato un nuovo modo di gestire i lavori pubblici da parte di progettisti, imprese e funzionari pubblici.
Se prima dei CAM, solo occasionalmente la pubblica amministrazione mostrava interesse per gli aspetti di sostenibilità ambientale lungo il ciclo di vita delle opere, da qualche anno affronta per la prima volta dei problemi progettuali e operativi mai posti prima per un’opera pubblica: quale è il profilo ambientale di questo materiale? Come è stato prodotto? Quale è il suo contenuto di riciclato? Come gestisco l’inquinamento elettromagnetico indoor? E’ disassemblabile a fine vita? È in grado l’impresa che seleziono a gestire il cantiere in modo sostenibile dal punto di vista ambientale? È in grado di gestire i rifiuti di cantiere? 

  • I CAM hanno finalmente aumentato la consapevolezza delle conseguenze ambientali di un progetto pensato senza tenere conto di tutto il suo ciclo di vita: dalle emissioni dovute alla produzione di materiali e componenti, alla generazione di rifiuti da c&d non riutilizzabili né riciclabili, ai consumi idrici e ovviamente a quelli energetici.  
  • Molte sono le domande che progettisti e RUP hanno imparato a porre in questi anni di «sperimentazione» del CAM edilizia e con le loro domande hanno anche generato tante occasioni di discussione con il Ministero dell’Ambiente  su nuovi criteri ambientali o sulla modifica di quelli esistenti. Una delle domande sicuramente più frequenti si riferisce alla possibilità di applicare i CAM al restauro conservativo. 
  • Il restauro, di per sé già molto sostenibile dal punto di vista ambientale grazie alle pratiche di recupero di materiali e strutture, può essere un campo di applicazione di CAM specifici? quali sono le tecnologie del restauro che occorre analizzare per selezionare quelle a minor impatto ambientale lungo il ciclo di vita? Quali sono le specificità ambientali del ciclo di vita di un intervento di restauro?  
  • L’esperienza di GBC Italia con i progetti che applicano il Manuale GBC historic building pone le basi per l’avvio della discussione su un CAM per il restauro.

Ne parliamo con il Ministero dei Beni Culturali, Ministero dell’Ambiente, Assorestauro e GBC Italia. 

Apertura dei lavori e Moderazione
Marco Mari,  Coordinatore Comitato Scientifico RigeneraCity, GBC Italia, ReMIND
Dana Vocino, Fondazione Ecosistemi

Heritage & Sustainability aspetti complementari e necessari per una nuova cultura dell’abitare
Arch. Maria Adelaide Ricciardi, Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali, MIBACT

Sergio Saporetti, Ministero dell‘Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione per l’Economia Circolare

Alessandro Bozzetti Presidente Assorestauro

Alessandro Ippoliti, Università degli Studi di Ferrara Dipartimento di Architettura

Antonio Agostini, Direttore Agenzia del Demanio
Silvano
Arcamone, Agenzia del Demanio

Fabrizio Cola, relazioni istituzionali Tema Sistemi spa

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