Bonifiche in radioprotezione: problemi aperti e sfide per il futuro

24 SETTEMBRE GIOVEDI’ 

17.00 – 19.00

Come è noto le attività di bonifica che coinvolgono materie radioattive, dal punto di vista regolatorio, seguono un approccio completamento distinto rispetto alle bonifiche che coinvolgono inquinanti “convenzionali”, dovendo sottostare a norme che traggono la loro origine dal trattato Euratom (1957) e che, nel corso degli anni, hanno continuato ad evolversi in modo autonomo rispetto alle altre.  Ai giorni nostri la principale sfida nel campo delle bonifiche radiologiche è senz’altro costituita dal lascito del programma nucleare nazionale di cui si sta facendo carico Sogin. Ma questi aspetti non esauriscono i problemi: in questo settore più che altrove infatti, la definizione di limiti e vincoli normativi si è scontrata con il problema del fondo naturale di radiazione che presenta come è noto ampie fluttuazioni a livello nazionale e globale. Lo sforzo del legislatore di assicurare un alto standard di sicurezza per le attività umane che comportano l’impiego di sostanze radioattive artificiali si è dovuto confrontare, non senza difficoltà, con la presenza, talvolta ingombrante della radioattività naturale. La sintesi normativa che ne è uscita non sempre è stata soddisfacente, dando luogo non di rado a difficoltà e paradossi con cui quotidianamente si devono confrontare gli operatori del settore. In questo breve seminario verranno quindi discusse anche alcune di queste questioni, a partire però non da concezioni astratte ma da alcuni concreti esempi tratti dall’esperienza lavorativa di chi opera sul campo.

Presiede: Francesco Mancini (AIRP – SOGIN)

Smaltimento in ambiente di materie debolmente radioattive e la questione della non rilevanza radiologica
Mauro Magnoni (ARPA Piemonte)

Bonifiche nucleari: il caso dei serbatoi di Casaccia, Roma
Gabriele Malè (Sogin) 

Materie radioattive naturali in attività industriali: NORM o non NORM ?
Silvia Bucci (ARPAT Toscana)

Il protocollo sperimentale messo a punto ai fini della verifica delle metodologie di stabilizzazione chimica e meccanica dei residui contenenti NORM e TENORM originati dalla dismissione dell’ex impianto di produzione acido fosforico ISAF di Gela (CL) 

Manlio Rossini (Eni Rewind Spa) e Andrea Dominijanni (Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica, Politecnico di Torino)

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